PERCENTUALI RACCOLTA PUGLIA

Le conquiste a favore dell’ambiente

L’andamento della raccolta differenziata in Puglia ha segnato, nel 2016, un incremento rispetto all’anno precedente. Il dato regionale ha raggiunto il 45%, un risultato dovuto all’avvio della raccolta dei rifiuti organici in nuovi comuni. I rifiuti organici rappresentano il 40% dei rifiuti prodotti in Puglia, perciò un aumento della raccolta dell’organico contribuisce sensibilmente a far salire la percentuale complessiva di raccolta differenziata.
In media nel 2016 la raccolta differenziata globale si è attestata al 36% con un picco del 45% nel mese di novembre.
I comuni che praticano una raccolta differenziata spinta e che sono ai vertici della classifica pugliese hanno raggiunto percentuali di differenziata talvolta superiori al 70%, come nel caso di Rutigliano, Fasano e Cellamare.

I capoluoghi non brillano per efficienza, a parte le eccezioni della Bat dove Andria raggiunge il 66% e Barletta il 70%, sebbene Trani si collochi tra gli ultimi posti con il suo 20%. Bari, che ha fatto segnare un netto miglioramento rispetto all’anno precedente grazie all’avvio della raccolta dell’organico, è ancora al 36%. Brindisi è ferma al 26%, meglio di Taranto al 17% e Foggia con il 17,5%. Lecce arriva, invece, al 38%.

0
Rutigliano
0
Motta Montecorvino
0
Monteparano
La classifica

Troia (70,8%)
Casalvecchio di Puglia (70,3%)
Cellamare (70,2%)
Fasano (70,2%)
Crispiano (69,9%)
Chieuti (69,6%)
Canosa di Puglia (68,8%)
Latiano (68,2%)

Sava (68,1%)
Laterza (66,9%)
San Vito dei Normanni (66,8%)
Erchie (66,5%)
San Michele Salentino (66,4%)
Andria (66,2%)
San Pancrazio Salentino (66%)
Torre Santa Susanna (65,1%)
Casalnuovo Monterotaro (65%)

Ancora poco soddisfacenti – e i dati vengono dal dossier del 2015 di Legambiente – i risultati dei Capoluoghi di Provincia di Brindisi (28,8&), Taranto (17,8%) e Lecce (16,9%).

Buone invece le percentuali dei Comuni di Andria e Barletta (col 72% nei primi 9 mesi del 2015), mentre la “pecora nera” resta Foggia con solo il 7%.

E nella classifica di Legambiente, inoltre, ben 32 sono i cosiddetti Comiìuni indifferenti, ovvero quelli che nei primi 9 mesi del 2015 non hanno raggiunto il 10% della raccolta differenziata.

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