IL PROGETTO TERSAN 3

Tersan Puglia si trasforma.
Per essere ancora più sostenibile.

TERSAN 3 È LA TERZA FASE DELL’EVOLUZIONE TECNOLOGICA DI TERSAN PUGLIA.

TERSAN 3 è il nome del progetto attraverso il quale Tersan Puglia affronta la terza fase della propria evoluzione per adeguare i propri processi di produzione alle tecnologie più avanzate e, come già avvenuto nelle fasi precedenti, incrementare la qualità dei biofertilizzanti in un’ottica di tutela dell’ambiente e della salute delle persone oltre che di maggiore effcienza degli impianti produttivi.

TERSAN 3 SI ISPIRA AI PRINCIPI DELL’ECONOMIA CIRCOLARE.
La biossidazione

Il materiale ottenuto dall’azione della spremitrice viene posto a dimora in cumuli, per l’avvio del processo di biossidazione. La biossidazione o A.C.T. (Active Composting Time) è quella fase di processo durante la quale si innescano i processi biologici di decomposizione naturale e il materiale perde acqua e volume.
Durante questa fase si raggiunge una temperatura superiore a 55°C e inferiore ai 65°C.
Con il raggiungimento di tale livello termico si ottengono due importanti effetti:

  1. eliminazione dei germi patogeni e inertizzazione dei semi delle piante selvatiche;
  2. riduzione della carica microbica, dovuta ad una forma di auto­ sterilizzazione causata dall’elevata temperatura.

La biossidazione consiste nell’ossigenazione della massa attraverso il periodico rivoltamento con pala meccanica dei cumuli di materiale. Il processo di biossidazione si espleta in 6 settimane.

Durante questa fase, temperatura e umiditàsono costantemente monitorate, per impedire che vengano debellati i microrganismi agenti del compostaggio.

La maturazione

Passate le sei settimane gran parte della popolazione microbica è stata distrutta e la decomposizione continua con processi più lenti.  Il processo entra così nella fase detta di maturazione in cui la temperatura cala al di sotto dei 45°C (fase di raffreddamento), favorendo la ricolonizzazione del cumulo da parte di batteri e funghi. È in questo stadio che avviene l’umificazione, ovvero la formazione delle sostanze umiche e fulvicheche caratterizzano la qualità del compost per gli usi in agricoltura.

L’ossigeno, necessario anche in questa fase, viene somministrato grazie agli ugelli di un pavimento aerato, alimentato da ventilatori che immettono aria in funzione della temperatura, mantenuta costante.
Il processo di maturazione si completa in 5 settimane.

Il materiale maturo viene quindi portato, attraverso dei nastri trasportatori all’interno di tunnel aerei, in una linea automatizzata per essere sottoposto a una doppia vagliatura, mediante vagli a tamburo rotanti.

Il materiale che passa per le maglie del primo vaglio (sottovaglio) è sottoposto a una seconda vagliatura, con maglie di dimensioni minori. Il materiale di sovvallo è immesso nuovamente nel processo di compostaggio, così i microrganismi già sviluppati favoriscono la decomposizone del materiale fresco. Il materiale di sottovaglio costituisce il prodotto finito di Tersan Puglia.

Il processo di compostaggio di Tersan Puglia si svolge all’interno di una struttura ad alto livello tecnologico, progettata per ottimizzare le varie fasi di trattamento dei rifiuti e garantire la salubrità dell’ambiente.
Il processo inizia con il controllo dei rifiuti. Il materiale pre selezionato è sottoposto a triturazione e miscelazione, per poi essere disposto su ampie superfici dove, per mezzo di movimentazioni meccaniche (rivoltamenti dei cumuli), avviene la prima fase del processo di biossidazione.
Nella seconda fase, la maturazione, il materiale organico si arricchisce di sostanze preziose per la bio fertilizzazione. L’ossigeno, elemento indispensabile per tutto il processo, viene immesso attraverso un sistema di aerazione forzata in cumuli statici: l’aria insufflata attraverso il pavimento ottimizza il metabolismo microbico della biomassa disposta in cumuli.
Una volta maturo, il materiale è sottoposto a una doppia vagliatura che provvede all’eliminazione delle impurità residue. Il compost finale è il fertilizzante prodotto da Tersan Puglia.

Il processo di compostaggio: le fasi

Il compostaggio è un processo biologico, completamente naturale, di tipo aerobico, nel corso del quale microrganismi che operano in presenza di ossigeno degradano la sostanza organica. Tali microrganismi traggono energia per le loro attività metaboliche, dando origine a una serie di reazioni biochimiche che liberano principalmente prodotti quali acqua, anidride carbonica e sali minerali, per dare origine, alla fine del processo, a sostanza organica stabilizzata: il compost.
Il compostaggio industriale è un processo che avviene in condizioni controllate e che si differenzia dal fenomeno naturale in quanto caratterizzato da una maggiore velocità di svolgimento e da un notevole sviluppo di calore.

 

Ogni carico di rifiuti organici che giunge in impianto, una volta superato il controllo documentale e la verifica di conformità, viene scaricato in una fossa di contenimento impermeabilizzata. È qui che avviene anche il dosaggio delle diverse matrici per l’ottenimento della miscela da compostare.

La miscela viene poi avviata ad una biospremitrice che separa la frazione liquida da quella solida, accelerando così il processo di compostaggio.

          

La biossidazione

Il materiale ottenuto dall’azione della spremitrice viene posto a dimora in cumuli, per l’avvio del processo di biossidazione. La biossidazione o A.C.T. (Active Composting Time) è quella fase di processo durante la quale si innescano i processi biologici di decomposizione naturale e il materiale perde acqua e volume.
Durante questa fase si raggiunge una temperatura superiore a 55°C e inferiore ai 65°C.
Con il raggiungimento di tale livello termico si ottengono due importanti effetti:

  1. eliminazione dei germi patogeni e inertizzazione dei semi delle piante selvatiche;
  2. riduzione della carica microbica, dovuta ad una forma di auto­ sterilizzazione causata dall’elevata temperatura.

La biossidazione consiste nell’ossigenazione della massa attraverso il periodico rivoltamento con pala meccanica dei cumuli di materiale. Il processo di biossidazione si espleta in 6 settimane.

Durante questa fase, temperatura e umiditàsono costantemente monitorate, per impedire che vengano debellati i microrganismi agenti del compostaggio.

                                                                                                                                          

                                                                                                                                          

La maturazione

Passate le sei settimane gran parte della popolazione microbica è stata distrutta e la decomposizione continua con processi più lenti.  Il processo entra così nella fase detta di maturazione in cui la temperatura cala al di sotto dei 45°C (fase di raffreddamento), favorendo la ricolonizzazione del cumulo da parte di batteri e funghi. È in questo stadio che avviene l’umificazione, ovvero la formazione delle sostanze umiche e fulvicheche caratterizzano la qualità del compost per gli usi in agricoltura.

L’ossigeno, necessario anche in questa fase, viene somministrato grazie agli ugelli di un pavimento aerato, alimentato da ventilatori che immettono aria in funzione della temperatura, mantenuta costante.
Il processo di maturazione si completa in 5 settimane.

Il materiale maturo viene quindi portato, attraverso dei nastri trasportatori all’interno di tunnel aerei, in una linea automatizzata per essere sottoposto a una doppia vagliatura, mediante vagli a tamburo rotanti.

Il materiale che passa per le maglie del primo vaglio (sottovaglio) è sottoposto a una seconda vagliatura, con maglie di dimensioni minori. Il materiale di sovvallo è immesso nuovamente nel processo di compostaggio, così i microrganismi già sviluppati favoriscono la decomposizone del materiale fresco. Il materiale di sottovaglio costituisce il prodotto finito di Tersan Puglia.

GLI INTERVENTI

1. REALIZZAZIONE IMPIANTO DI DIGESTIONE ANAEROBICA DEI REFLUI DI PROCESSO PER LA PRODUZIONE DI BIOMETANO.

Dalla spremitura dei rifiuti organici in ingresso si producono i reflui da avviare alla digestione anaerobica: essi sono dapprima raccolti in una vasca di equalizzazione, convogliati a un sistema di separazione degli inerti e poi rilanciati nell’impianto di digestione anaerobica. Dopo questo primo stadio, la miscela è successivamente pompata al digestore primario, dove i batteri anaerobi completano i processi di fermentazione e degradazione. Sullo stesso digestore è installato un accumulatore pressostatico a cupola per la raccolta del biogas prodotto. Il residuo della digestione è scaricato in un serbatoio di accumulo in attesa di essere inviato al successivo processo di disidratazione; le acque separate sono riutilizzate nello stabilimento nel ciclo di trattamento aerobico. Il biogas prodotto, invece, viene inviato a una linea dedicata per la depurazione e la produzione di biometano, puro al 99,5%. Una volta separato, il metano è immesso nella rete di distribuzione nazionale del gas con possibilità di utilizzarne una parte da destinare al rifornimento di veicoli a mezzo di apposita stazione.

I VANTAGGI

I vantaggi legati alla digestione anaerobica dei reflui di processo sono sia ambientali sia economici, in quanto:

  • il biometano evita l’utilizzo di combustibili fossili che causano l’effetto serra;
  • la riduzione della carica organica dei reflui di processo per effetto della fermentazione riduce i costi ambientali ed economici per la depurazione degli stessi.
2. RIDUZIONE DELLE EMISSIONI ODORIGENE.

Poiché la maggiore produzione di sostanze odorigene avviene nelle prime fasi del processo, Tersan Puglia ha deciso di ridurre drasticamente tale impatto gestendo le quantità di materiale da trattare nei capannoni iniziali, con l’attivazione di un processo di spremitura ed avvio a digestione anaerobica dei reflui.
Sempre per ridurre l’impatto odorigeno parallelamente al miglioramento della qualità del compost prodotto, si è deciso di allungare i tempi complessivi del processo di compostaggio: si passerà, infatti, da 12 a 14 settimane.

Il conseguente aumento delle superfici (di circa mq. 6000 con la realizzazione di nuovi depositi coperti) consente di ridurre le quantità di materiale trattato per ogni capannone, migliorare il processo di ossigenazione/stabilizzazione e ridurre le emissioni odorigene, ottimizzando il lavoro di trattamento dell’aria attraverso gli scrubber e i biofiltri.

3. REALIZZAZIONE ZONA FILTRO PER CONTENERE
LE EMISSIONI FUGGITIVE.

Costruzione di una zona filtro in depressione per contenere le emissioni fuggitive che si generano all’apertura e alla chiusura del portone d’ingresso dei mezzi conferitori.
Lo spazio, di 20 m di lunghezza e 8 m di larghezza, è dotato di un sistema di aspirazione dell’aria per convogliarla al successivo trattamento.

4. SVILUPPO DI UN INNOVATIVO PROCESSO DI RAFFINAZIONE DEL BIOFERTILIZZANTE.

Durante la fase di raffinazione, il materiale viene prima essiccato e poi vagliato. La frazione più fine è inviata direttamente alla pellettizzazione. La frazione più grossolana, mediante nastri trasportatori, è avviata a una fase di riduzione della pezzatura prima di essere polverizzata.
Al termine della lavorazione si ha la fase pellettizzazione e confezionamento.
Il biofertilizzante in questa nuova forma fisica (pellet) è maggiormente fruibile nei processi agricoli più avanzati dando valore alla sua commercializzazione e vendita.

I BENEFICI. PER TUTTI.

1

MIGLIORAMENTO QUALITÀ DEL COMPOST.

2

RIDUZIONE DELLE EMISSIONI ODORIGENE, 4 VOLTE PIÙ BASSE DEI LIMITI DI LEGGE.

3

RIDUZIONE DEI CONSUMI DI ACQUA.

4

RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI ANIDRIDE CARBONICA.

5

PRODUZIONE DI ENERGIA PULITA GRAZIE AL NUOVO IMPIANTO FOTOVOLTAICO.

I NUMERI DEL FUTURO

RIFIUTI TOTALI IN INGRESSO

0
t/anno

Compostaggio: 56.000 t/anno – Digestione anaerobica: 35.000 t/anno

PRODUZIONE DI COMPOST

0
t/anno

PRODUZIONE DI BIOMETANO

0
m3/anno
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1.900.000 m3 di metano possono fornire gas per circa 1.500 appartamenti
per un anno e corrispondono a circa 120.000 pieni di una Fiat Panda.

RIDUZIONE DELLA CO2 IMMESSA NELL’ATMOSFERA

0
t/anno
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3.700 t/a di CO2 risparmiate corrispondono a circa 18.500.000 km percorsi,
pari ai km percorsi in un anno da 1.200 automobili.

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